Paolo Restani e un pianista italiano nato alla Spezia.
Il suo repertorio spazia da Bach ai contemporanei. La predilezione per il periodo del Romanticismo e del '900 lo porta ad affrontare la maggior parte delle Opere di Field, Chopin, Schumann, Brahms, Debussy, Ravel, Strawinsky, Rachmaninov, Casella. La dedizione all'opera di Liszt lo rende uno dei suoi maggiori interpreti.
Oltre alla carriera solistica, si dedica a collaborazioni cameristiche e teatrali. Tra i suoi partners: Carla Fracci, Sylvie Guillelme, Laurent Hilaire, Enrico Maria Salerno, Simona Marchini, Mariano Regillo, Gottfried Wagner. Con Chiara Muti realizza, dal 2007, tre opere originali sulla vita di Mozart, sul rapporto Wagner-Ludwig II e su Rachmaninov-Gogol.
Buongiorno Paolo e grazie per aver accettato di essere ospite di Buonosenzasale blog.
Come sai qui ci occupiamo di alimentazione sana e naturale, perciò le domande verteranno sul cibo e la buona cucina, che comunque, secondo me, è anch'essa una forma d'arte.
1) se dovessi paragonare la musica a un cibo, quale sarebbe e perché?
La musica la paragonerei a una pasta in bianco. É la sensazione che si ha quando si apre uno spartito: c'è già tutto ma solo in potenza.
Infatti il "condimento" cambia a seconda del pensiero e degli stati d'animo di chi la suona e di chi l' ascolta. La musica, come la pasta, va assaggiata. Da solo e con gli altri, per rendersi conto del Feedback, il riscontro.
Bisognerebbe sempre far sentire le cose che si fanno a chi non è del mestiere. Il messaggio nell'arte non deve essere prescritto, non puoi esserci una sola interpretazione. L'importante e che arrivi qualcosa, che passi un'emozione.
2) qual è il tuo piatto preferito?
Non esiste. Anche in questo caso ti rispondo con un paragone musicale.
Un grande musicista diceva che il suo pezzo preferito era quello che stava suonando. Perciò se ho fame mi piace tutto. In genere comunque mangio cose non pesanti ed amo il pesce.
3) quale fra queste situazione preferiresti?
a- una cena a lume di candela in un ristorante sulla Senna a Parigi a base di ostriche crude e champagne con sottofondo di Beethoven al pianoforte a coda.
b- una frittura di pesce appena pescato in un ristorante sul mare in un tiepida serata estiva con sottofondo di musica pop anni ottanta.
c- un thè aromatizzato accompagnato da una fetta di torta alle mele di fronte a un camino acceso in una baita di montagna con un vecchio giradischi che suona canzoni di cantautori italiani.
La prima la escludo. Non mi piacciono le ostriche, sono astemio e se ascolto Beethoven mi concentro su di lui e non mi ricordo del resto.
Della terza situazione non mi piace il caldo eccessivo del cammino e nemmeno l'idea del vecchio giradischi, che quando finisce il disco devi alzarti per andare a sostituirlo.
Scelgo la seconda. Però non mangio fritto. Mi piace la musica pop: I Rem e Shakira, ad esempio. Bello in riva al mare... Poi naturalmente conta molto la compagnia e tanto dipende da quella.
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venerdì 18 marzo 2016
martedì 16 febbraio 2016
Cibo e cultura: intervista a Sara Bilotti
Oggi nella nostra rubrica "cibo e cultura" ho il piacere di ospitare l'apprezzata scrittrice Sara Bilotti. Il suo ultimo lavoro è una trilogia "noir" composta dai titoli "L'oltraggio", "La colpa e "Il perdono" tutti editi nella collana Stile Libero di Einaudi.
Buongiorno Sara e grazie di aver accettato di essere ospite di buonosenzasale. Ti farò solo tre domande che, ovviamente, riguardano il tuo rapporto con il cibo e la cucina.
1) Se Eleonora, la protagonista della prima trilogia erotico/noir italiana (l'oltraggio, la colpa, il perdono) fosse un cibo, che cibo sarebbe e perché?
Una fragola di bosco. Selvatica, con un retrogusto amaro. Perché non conosce accudimento eppure riesce a conservare in sé bellezza.
2) Qual è il tuo piatto preferito?
Ostriche. E, in generale, pesce crudo. Mi piacciono i sapori originari, non contaminati da cottura e spezie.
3) In quale fra queste situazioni sceglieresti di trovarti e perché?
a- un pranzo a base di frittura di pesce in un ristorante sul mare in un assolato giorno estivo
b- una salutare tisana calda accompagnata da biscotti alla cannella di fronte ad un camino acceso in una baita di montagna mentre fuori nevica
c- Una raffinata cena a base di roastbeef e verdure grigliate in un elegante ristorante lungo la Senna a Parigi.
Senza dubbio ristorante sul mare! Magari a piedi nudi, e con abbondante vino bianco ghiacciato a portata di bicchiere.
Buongiorno Sara e grazie di aver accettato di essere ospite di buonosenzasale. Ti farò solo tre domande che, ovviamente, riguardano il tuo rapporto con il cibo e la cucina.
1) Se Eleonora, la protagonista della prima trilogia erotico/noir italiana (l'oltraggio, la colpa, il perdono) fosse un cibo, che cibo sarebbe e perché?
Una fragola di bosco. Selvatica, con un retrogusto amaro. Perché non conosce accudimento eppure riesce a conservare in sé bellezza.
2) Qual è il tuo piatto preferito?
Ostriche. E, in generale, pesce crudo. Mi piacciono i sapori originari, non contaminati da cottura e spezie.
3) In quale fra queste situazioni sceglieresti di trovarti e perché?
a- un pranzo a base di frittura di pesce in un ristorante sul mare in un assolato giorno estivo
b- una salutare tisana calda accompagnata da biscotti alla cannella di fronte ad un camino acceso in una baita di montagna mentre fuori nevica
c- Una raffinata cena a base di roastbeef e verdure grigliate in un elegante ristorante lungo la Senna a Parigi.
Senza dubbio ristorante sul mare! Magari a piedi nudi, e con abbondante vino bianco ghiacciato a portata di bicchiere.
domenica 7 febbraio 2016
Cibo e cultura: intervista a Marina Di Guardo
Oggi nella nostra rubrica "cibo e cultura" ho l'onore di ospitare Marina Di Guardo, eclettica e talentuosa scrittrice di noir. La sua ultima fatica, un thriller dalle tinte "gotiche" e dai risvolti psicologici, è un romanzo breve dal titolo "Bambole gemelle" edito in versione e book dalla Feltrinelli Zoom Filtri.
Buongiorno Marina e grazie di aver accettato di essere ospite di buonosenzasale. Ti farò solo tre domande che, ovviamente, riguardano il tuo rapporto con il cibo e la cucina.
1) Se Melissa Stone, la protagonista del tuo ultimo romanzo breve "bambole gemelle", fosse un cibo, che cibo sarebbe e perché?
Buongiorno a te, Raffaella, e ai lettori del tuo interessante blog, è un grande piacere essere tua ospite. Riguardo Melissa Stone: la prima cosa che mi viene in mente è uno dei cibi/bevanda per eccellenza, la cioccolata calda. Nel caso di Melissa però dovrebbe essere al peperoncino. Voluttuosa, seducente, ma con quel retrogusto deciso e risoluto che pizzica il palato e sorprende. Perfetto simbolo della contradittorietà del personaggio.
2) Qual è il tuo piatto preferito?
Datemi una teglia di melanzane alla parmigiana con un cestino di pane casereccio e mi farete felice.
3) In quale fra queste situazioni sceglieresti di trovarti e perché?
a- Un pranzo a base di frittura di pesce in un ristorante sul mare in un assolato giorno estivo.
b- Una salutare tisana calda accompagnata da biscotti alla cannella di fronte ad un camino acceso in una baita di montagna mentre fuori nevica.
c- Una raffinata cena a base di roastbeef e verdure grigliate in un elegante ristorante lungo la Senna a Parigi.
Scelgo senza indugio la prima soluzione. Ricordo ancora un delizioso ristorante sulla spiaggia di Selinunte, in Sicilia. Leggera brezza, mare cristallino, il gusto degli spaghetti ai ricci di mare ancora in bocca e un piatto di fritto di paranza sul tavolo. Sapori semplici, mediterranei come le mie origini. In quei momenti, dimenticare la morigeratezza dietetica è d’obbligo!
Grazie ancora. Buon lavoro e buon... appetito!!
Buongiorno Marina e grazie di aver accettato di essere ospite di buonosenzasale. Ti farò solo tre domande che, ovviamente, riguardano il tuo rapporto con il cibo e la cucina.
1) Se Melissa Stone, la protagonista del tuo ultimo romanzo breve "bambole gemelle", fosse un cibo, che cibo sarebbe e perché?
Buongiorno a te, Raffaella, e ai lettori del tuo interessante blog, è un grande piacere essere tua ospite. Riguardo Melissa Stone: la prima cosa che mi viene in mente è uno dei cibi/bevanda per eccellenza, la cioccolata calda. Nel caso di Melissa però dovrebbe essere al peperoncino. Voluttuosa, seducente, ma con quel retrogusto deciso e risoluto che pizzica il palato e sorprende. Perfetto simbolo della contradittorietà del personaggio.
2) Qual è il tuo piatto preferito?
Datemi una teglia di melanzane alla parmigiana con un cestino di pane casereccio e mi farete felice.
3) In quale fra queste situazioni sceglieresti di trovarti e perché?
a- Un pranzo a base di frittura di pesce in un ristorante sul mare in un assolato giorno estivo.
b- Una salutare tisana calda accompagnata da biscotti alla cannella di fronte ad un camino acceso in una baita di montagna mentre fuori nevica.
c- Una raffinata cena a base di roastbeef e verdure grigliate in un elegante ristorante lungo la Senna a Parigi.
Scelgo senza indugio la prima soluzione. Ricordo ancora un delizioso ristorante sulla spiaggia di Selinunte, in Sicilia. Leggera brezza, mare cristallino, il gusto degli spaghetti ai ricci di mare ancora in bocca e un piatto di fritto di paranza sul tavolo. Sapori semplici, mediterranei come le mie origini. In quei momenti, dimenticare la morigeratezza dietetica è d’obbligo!
Grazie ancora. Buon lavoro e buon... appetito!!
domenica 31 gennaio 2016
Cibo e cultura: intervista a Danila Comastri
Buonosenzasale ha l'onore di ospitare oggi Danila Comastri Montanari, la "signora del giallo storico italiano". Il suo Publio Aurelio Stazio, libertino senatore dell'antica Roma, da anni è il protagonista di una fortunata serie di romanzi, nei quali, con ironia, sagacia e preciso rigore storico, si snodano gli intrecci e le trame di avvincenti storie gialle.
Buongiorno Danila e grazie di aver accettato di essere ospite di buonosenzasale. Ti farò solo tre domande che, ovviamente, riguardano il tuo rapporto con il cibo e la cucina.
1) Se il senatore Publio Aurelio Stazio fosse un cibo, che cibo sarebbe e perché?
Non sarebbe un cibo solo, non è un "uomo ad una dimensione": sarebbe un banchetto in cui le portate più rare, sofisticate e aristocratiche si alternano e si mescolano al cibo grezzo del popolo e al rancio dei legionari
2) Qual è il tuo piatto preferito?
Spaghetti all'amatriciana romani, pici all'aglione toscani, tortellini in brodo bolognesi, ravioli di verza a vapore cinesi, goulash e zuppa d'aglio ungheresi, risotto alla milanese, lasagne bolognesi, lahanodolmades (involtini di carne col cavolo) greci col sugo, agnello al curry pachistano, costata fiorentina, impepata di cozze napoletana, e moltissimi altri, di moltissime tradizioni gastronomiche diverse: sono onnivora e mi piace quasi tutto.
3) In quale fra queste situazioni sceglieresti di trovarti e perché?
a- un pranzo a base di frittura di pesce in un ristorante sul mare in un assolato giorno estivo
b- una salutare tisana calda accompagnata da biscotti alla cannella di fronte ad un camino acceso in una baita di montagna mentre fuori nevica
c- Una raffinata cena a base di roastbeef e verdure grigliate in un elegante ristorante lungo la Senna a Parigi.
Scelgo nettamente la prima, prima di tutto perché in un assolato giorno estivo qualunque cibo sarebbe più buono, figuriamoci quindi la frittura di pesce; poi perché ho scarsa propensione sia per le tisane, sia per le baite montane; infine perché a Parigi mi piace mangiare nei bistrot, nei baretti con le sedie all'aperto, nelle trattorie etniche con tre tavoli in tutto o addirittura per strada, dopo essermi comprata qualcosa di appena sfornato in un negozio o su una bancarella.
Grazie ancora. Buon lavoro e buon... appetito!!
Buongiorno Danila e grazie di aver accettato di essere ospite di buonosenzasale. Ti farò solo tre domande che, ovviamente, riguardano il tuo rapporto con il cibo e la cucina.
1) Se il senatore Publio Aurelio Stazio fosse un cibo, che cibo sarebbe e perché?
Non sarebbe un cibo solo, non è un "uomo ad una dimensione": sarebbe un banchetto in cui le portate più rare, sofisticate e aristocratiche si alternano e si mescolano al cibo grezzo del popolo e al rancio dei legionari
2) Qual è il tuo piatto preferito?
Spaghetti all'amatriciana romani, pici all'aglione toscani, tortellini in brodo bolognesi, ravioli di verza a vapore cinesi, goulash e zuppa d'aglio ungheresi, risotto alla milanese, lasagne bolognesi, lahanodolmades (involtini di carne col cavolo) greci col sugo, agnello al curry pachistano, costata fiorentina, impepata di cozze napoletana, e moltissimi altri, di moltissime tradizioni gastronomiche diverse: sono onnivora e mi piace quasi tutto.
3) In quale fra queste situazioni sceglieresti di trovarti e perché?
a- un pranzo a base di frittura di pesce in un ristorante sul mare in un assolato giorno estivo
b- una salutare tisana calda accompagnata da biscotti alla cannella di fronte ad un camino acceso in una baita di montagna mentre fuori nevica
c- Una raffinata cena a base di roastbeef e verdure grigliate in un elegante ristorante lungo la Senna a Parigi.
Scelgo nettamente la prima, prima di tutto perché in un assolato giorno estivo qualunque cibo sarebbe più buono, figuriamoci quindi la frittura di pesce; poi perché ho scarsa propensione sia per le tisane, sia per le baite montane; infine perché a Parigi mi piace mangiare nei bistrot, nei baretti con le sedie all'aperto, nelle trattorie etniche con tre tavoli in tutto o addirittura per strada, dopo essermi comprata qualcosa di appena sfornato in un negozio o su una bancarella.
Grazie ancora. Buon lavoro e buon... appetito!!
giovedì 28 gennaio 2016
Cibo e cultura: intervista a Maurizio De Giovanni
Oggi è tempo di intervistare Maurizio De Giovanni, giallista italiano "papà" del Commissario Ricciardi, dell'ispettore Lojacono dei Bastardi di Pizzofalcone, per citare solo alcuni dei fortunati personaggi usciti dalle pagine dei suoi romanzi.
Buongiorno Maurizio e grazie di aver accettato di essere ospite di buonosenzasale. Ti farò solo tre domande che, ovviamente, riguardano il tuo rapporto con il cibo e la cucina.
1) Se l’ispettore Giuseppe Lojacono fosse un cibo, che cibo sarebbe e perché?
Credo che per cultura e natura sarebbe un piatto di pasta con le sarde. Con un aspetto semplice, ma una preparazione elaborata e un significato profondo.
2) Qual è il tuo piatto preferito?
Mia madre è autrice di un casatiello, che è una specie di torta rustica dell’antica tradizione napoletana, che ritengo una prova a posteriori dell’esistenza di Dio. Ma anche la genovese, la nostra salsa di cipolle e carne che cuoce sei/otto ore, e l’immancabile ragù non possono mancare a lungo dalla mia tavola.
3) In quale fra queste situazioni sceglieresti di trovarti e perché?
a- un pranzo a base di frittura di pesce in un ristorante sul mare in un assolato giorno estivo
b- una salutare tisana calda accompagnata da biscotti alla cannella di fronte ad un camino acceso in una baita di montagna mentre fuori nevica
c- Una raffinata cena a base di roastbeef e verdure grigliate in un elegante ristorante lungo la Senna a Parigi.
Tre meravigliose situazioni, nella quale la differenza la farebbe la… compagnia, ovviamente. Personalmente sono un napoletano atipico che non mangia pesce ed evita le spiagge, quindi voterei per una tra la B e la C, con lieve preferenza per la prima.
Grazie ancora. Buon lavoro e buon... appetito!!
Buongiorno Maurizio e grazie di aver accettato di essere ospite di buonosenzasale. Ti farò solo tre domande che, ovviamente, riguardano il tuo rapporto con il cibo e la cucina.
1) Se l’ispettore Giuseppe Lojacono fosse un cibo, che cibo sarebbe e perché?
Credo che per cultura e natura sarebbe un piatto di pasta con le sarde. Con un aspetto semplice, ma una preparazione elaborata e un significato profondo.
2) Qual è il tuo piatto preferito?
Mia madre è autrice di un casatiello, che è una specie di torta rustica dell’antica tradizione napoletana, che ritengo una prova a posteriori dell’esistenza di Dio. Ma anche la genovese, la nostra salsa di cipolle e carne che cuoce sei/otto ore, e l’immancabile ragù non possono mancare a lungo dalla mia tavola.
3) In quale fra queste situazioni sceglieresti di trovarti e perché?
a- un pranzo a base di frittura di pesce in un ristorante sul mare in un assolato giorno estivo
b- una salutare tisana calda accompagnata da biscotti alla cannella di fronte ad un camino acceso in una baita di montagna mentre fuori nevica
c- Una raffinata cena a base di roastbeef e verdure grigliate in un elegante ristorante lungo la Senna a Parigi.
Tre meravigliose situazioni, nella quale la differenza la farebbe la… compagnia, ovviamente. Personalmente sono un napoletano atipico che non mangia pesce ed evita le spiagge, quindi voterei per una tra la B e la C, con lieve preferenza per la prima.
Grazie ancora. Buon lavoro e buon... appetito!!
sabato 23 gennaio 2016
Cibo e cultura: intervista a Valerio Varesi
Ogni tanto vi proporrò una breve intervista a personaggi del mondo della cultura italiana ai quali farò poche domande ma molto particolari, ovviamente inerenti al cibo, alla cucina e ai loro gusti culinari.
Oggi è il "turno" di Valerio Varesi, giornalista e scrittore italiano, "papà" del Commissario Soneri al quale è stata ispirata la serie di sceneggiati televisivi "Nebbie e delitti", in cui il personaggio del commissario buongustaio è stato interpretato dall'attore Luca Barbareschi.
Buongiorno Valerio e grazie di aver accettato di essere ospite di #buonosenzasale blog. Ti farò solo tre domande che, ovviamente, riguardano il tuo rapporto con il cibo e la cucina.
1) Se Soneri fosse un cibo, che cibo sarebbe e perché?
Sicuramente un salame. Primo perché è di Parma. Secondo perché è una miscela di cose e tutte sapide. Terzo perché sta sempre appeso al filo. Quello degli indizi, dei segnali, dei barlumi investigativi. Quarto perché spesso finisce affettato dalla sua compagna Angela (che tuttavia lo apprezza molto). Infine perché, in senso figurato, è sufficientemente ingenuo da potersi ancora meravigliare. Dote pericolosa per un commissario in quanto foriera di tranelli, ma anche di grandi immaginazioni investigative.
2) Qual è il tuo piatto preferito?
Gli anolini in brodo di terza che si mangiano a Natale, Capodanno e Pasqua. Forse perché sono più rare le occasioni di gustarli rispetto ai tortelli e agli gnocchi, li apprezzo molto. Con il freddo, la neve o la nebbia, sono medicamentosi per il corpo e per la mente
3) In quale fra queste situazioni sceglieresti di trovarti e perché?
a- un pranzo a base di frittura di pesce in un ristorante sul mare in un assolato giorno estivo
b- una salutare tisana calda accompagnata da biscotti alla cannella di fronte ad un camino acceso in una baita di montagna mentre fuori nevica
c- Una raffinata cena a base di roastbeef e verdure grigliate in un elegante ristorante lungo la Senna a Parigi.
Scelta difficilissima! Non amo il caldo e le fritture mi appesantiscono il fegato. Scarto la prima. Fra Parigi e la montagna? Alla fine, vista la mia predilezione per la neve, la montagna e i camini, scelgo la soluzione b anche se solo una tisana coi biscotti sembra una cena da coricarsi tra i languori
Grazie ancora. Buon lavoro e buon... appetito!!
Oggi è il "turno" di Valerio Varesi, giornalista e scrittore italiano, "papà" del Commissario Soneri al quale è stata ispirata la serie di sceneggiati televisivi "Nebbie e delitti", in cui il personaggio del commissario buongustaio è stato interpretato dall'attore Luca Barbareschi.
Buongiorno Valerio e grazie di aver accettato di essere ospite di #buonosenzasale blog. Ti farò solo tre domande che, ovviamente, riguardano il tuo rapporto con il cibo e la cucina.
1) Se Soneri fosse un cibo, che cibo sarebbe e perché?
Sicuramente un salame. Primo perché è di Parma. Secondo perché è una miscela di cose e tutte sapide. Terzo perché sta sempre appeso al filo. Quello degli indizi, dei segnali, dei barlumi investigativi. Quarto perché spesso finisce affettato dalla sua compagna Angela (che tuttavia lo apprezza molto). Infine perché, in senso figurato, è sufficientemente ingenuo da potersi ancora meravigliare. Dote pericolosa per un commissario in quanto foriera di tranelli, ma anche di grandi immaginazioni investigative.
2) Qual è il tuo piatto preferito?
Gli anolini in brodo di terza che si mangiano a Natale, Capodanno e Pasqua. Forse perché sono più rare le occasioni di gustarli rispetto ai tortelli e agli gnocchi, li apprezzo molto. Con il freddo, la neve o la nebbia, sono medicamentosi per il corpo e per la mente
3) In quale fra queste situazioni sceglieresti di trovarti e perché?
a- un pranzo a base di frittura di pesce in un ristorante sul mare in un assolato giorno estivo
b- una salutare tisana calda accompagnata da biscotti alla cannella di fronte ad un camino acceso in una baita di montagna mentre fuori nevica
c- Una raffinata cena a base di roastbeef e verdure grigliate in un elegante ristorante lungo la Senna a Parigi.
Scelta difficilissima! Non amo il caldo e le fritture mi appesantiscono il fegato. Scarto la prima. Fra Parigi e la montagna? Alla fine, vista la mia predilezione per la neve, la montagna e i camini, scelgo la soluzione b anche se solo una tisana coi biscotti sembra una cena da coricarsi tra i languori
Grazie ancora. Buon lavoro e buon... appetito!!
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